Le insidie degli acquisti online

SCORRI

Dall’esperienza maturata nell’attività di consulenza sono emerse quattro principali tipologie di rischi legati alla fase che precede la conclusione di un contratto online.
a) Contatti non richiesti
b) Contatti avviati dal consumatore
c) Acquisto di merci contraffatte (acquisto di cose di sospetta provenienza – incauto acquisto)
d) Truffe
a) Contatti non richiesti: spam, phishing e false comunicazioni di vincita. Prima o poi capita a tutti gli utenti di Internet di ricevere nella propria casella di posta un messaggio piuttosto insolito: potrebbe annunciare una presunta vincita di centinaia di migliaia di euro o dollari, oppure contenere un sollecito di pagamento relativo a una fattura che, a quanto si sostiene, non sarebbe stata saldata (ad esempio per un acquisto online o per spese telefoniche). Nel primo caso non si tratta naturalmente di una vincita reale, ma di un tentativo di convincere persone in buona fede a versare alcune migliaia di euro con la promessa di ottenere una somma molto maggiore. Nel caso delle false fatture, invece, spesso l’obiettivo è raccogliere dati personali che potrebbero essere utilizzati da organizzazioni criminali per il commercio illecito di informazioni o il furto d’identità.
I truffatori cercano di accedere a questi dati attraverso allegati e link che invitano i destinatari ad aprire per conoscere i dettagli della presunta fattura. Non risponda mai alle E-Mail che annunciano vincite sospette: non comunichi dati personali o bancari, non invii copie del documento d’identità e non effettui alcun pagamento.
Anche in presenza di presunte fatture non pagate, non apra mai allegati o link se il mittente non è chiaramente identificabile e non ha verificato l’effettiva esistenza di un debito.
b) Contatti avviati dal consumatore. Questa categoria comprende soprattutto le richieste di acquisto e vendita da parte dei consumatori, in particolare attraverso piattaforme e portali di annunci. Tra le offerte online che si sono rivelate particolarmente esposte al rischio di frodi figurano quelle relative a case vacanza e appartamenti in affitto, nonché all’acquisto di automobili usate e telefoni cellulari. In questi casi è opportuno prestare particolare attenzione, evitare pagamenti anticipati e diffidare delle spiegazioni con cui viene giustificato un prezzo insolitamente basso. Spesso la controparte non è un’impresa, bensì un privato. Nelle compravendite tra privati, i diritti illustrati nelle sezioni precedenti, come il diritto di recesso e la garanzia legale prevista per i rapporti tra professionisti e consumatori, generalmente non si applicano allo stesso modo. Ciò significa che, di norma, non è possibile restituire il bene semplicemente perché si è cambiata idea e che eventuali difetti non possono essere contestati facendo ricorso alla garanzia legale di conformità prevista per le vendite ai consumatori.
In queste situazioni può inoltre risultare ancora più difficile identificare con certezza il venditore. È quindi fondamentale adottare tutte le precauzioni possibili per tutelarsi: scelga modalità di pagamento sicure (si veda il capitolo «Metodi di pagamento») ed eviti, in linea generale, anticipi privi di adeguate garanzie da parte del venditore.
c) Acquisto di merci contraffatte (acquisto di cose di sospetta provenienza – incauto acquisto).
Può essere sanzionato chi acquista o accetta prodotti la cui qualità, modalità di vendita o prezzo lasciano supporre una violazione delle norme relative all’origine, alla provenienza e alla proprietà intellettuale. Già prima dell’acquisto, il consumatore può adottare precauzioni per evitare di cadere in questa trappola e di esporsi anche al rischio di sanzioni.
Se un articolo di marca, normalmente disponibile soltanto presso rivenditori autorizzati, viene proposto attraverso portali online non ufficiali, vi è un elevato rischio che si tratti di merce contraffatta o illegale.
In questi casi è consigliabile rinunciare all’acquisto: oltre al rischio di ricevere un prodotto di qualità inferiore, potrebbero esserci altre conseguenze negative. Se si acquistano prodotti sapendo che sono contraffatti o rubati, potrebbe configurarsi il reato di ricettazione. Se, per il prezzo eccessivamente basso, la qualità, le condizioni di vendita o altri elementi, vi sono motivi per sospettare che la merce provenga da un reato (ad esempio furto o contraffazione) e si procede comunque all’acquisto, il compratore potrebbe, nei casi più gravi, incorrere in una pena detentiva da 2 a 8 anni e in una multa da 516 a 10.329 euro.
Se invece si acquistano per leggerezza o negligenza beni di provenienza sospetta o dubbia, si rischia una pena detentiva fino a 6 mesi o di un’ammenda non inferiore a 10 euro («acquisto di cose di sospetta provenienza»), oltre a possibili sanzioni amministrative da 100 a 7.000 euro.
d) Truffe: che cosa fare se il venditore L’ha truffata?
Se ritiene di essere vittima di un reato commesso online, si rivolga immediatamente alle forze dell’ordine per presentare denuncia. In Italia, per i reati informatici opera in particolare la Polizia Postale, una specialità della Polizia di Stato (https://www.commissariatodips.it/). Soprattutto in caso di acquisti transfrontalieri, tuttavia, anche l’intervento della polizia potrebbe non essere sufficiente per recuperare il denaro.
Poiché, anche dopo una denuncia, può risultare difficile recuperare le somme versate e identificare il responsabile, è importante adottare fin dall’inizio le precauzioni necessarie per evitare spiacevoli sorprese durante gli acquisti online.

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